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 Le Isole Pontine

  Le isole sono da sempre luoghi ideali, simboli della mente. Quando dal mare appare la sagoma di un'isola, eccola divenire luogo dell'anima; giunti sotto costa le rupi e le rocce sporgenti ci ispireranno timore e meraviglia.
Sbarcati a terra ci sentiremo raccontare dagli isolani fiabe e leggende aventi per tema cose tremende o fantastiche: nell'Arcipelago Pontino queste storie vengono narrate pi¨ che altrove.
Il gruppo delle isole Pontine Ŕ formato da 2 sottogruppi: Ponza, Palmarola, Zannone e Giavi, a nord-ovest, e Ventotene e Santo Stefano, a sud-est. Tra i due sottogruppi corrono circa 22 miglia nautiche.
Entrambi i gruppi hanno origine vulcanica, con la sola eccezione di Zannone, che presenta rocce sedimentarie e metamorfiche. Tutte le isole vulcaniche hanno una morfologia tormentata: cale, punte, faraglioni, grotte si susseguono senza interruzione, formando un paesaggio emerso emozionante, che ha una corrispondenza pressochŔ speculare nel paesaggio sottomarino.

Ponza

Molte isole in passato conobbero il destino di essere luoghi d'esilio; Ponza lo fu, 2 millenni fa, per importanti personaggi come Agrippina e forse anche Nerone.
La saggezza dei marinai dell'isola aveva avuto modo di farsi conoscere bene nel passato del Mediterraneo; come quando i romani in difficoltÓ contro i cartaginesi, durante le guerre puniche, chiesero il loro aiuto. E come quando, nel 157(dopo tanti vittoriosi scontri navali contro i pirati barbareschi) le galee ponzesi, romane e napoletane sconfissero a Palmarola una flotta piratesca.
E quando, ai primi dell'Ottocento, alcuni ponzesi divennero temuti navigatori anti-pirati.
In questi fondali prima lo sport, poi l'esplorazione hanno avuto uno spazio grandioso ove svilupparsi.
Anche perchŔ l'Arcipelago Ŕ punteggiato da altre isole, ancora in gran parte sconosciute e da scoprire: le sommerse isole d'acciaio, i relitti di navi perdute nel tempo delle due guerre mondiali.
╚ ben noto il relitto di una nave da trasporto Liberty, americana, affondata dalla tempesta nel marzo 1944 presso la costa di Ponza, davanti a Punta del Papa.
A circa 6 miglia a sud-est di Ponza si erge solitario dal mare lo scoglio della Botte.

Palmarola

╚ un isola di una certa grandezza che riesce ad essere praticamente integrata malgrado disti poco pi¨ di 60 miglia da una grande metropoli d'Italia come Roma.
Palmarola Ŕ formata da rocce vulcaniche multicolori e acque trasparenti e profonde, miraggio di fondali da esplorare e scoprire. Oggi Ŕ una riserva naturale protetta.

Zannone

Zannone Ŕ parte viva e integrata del Parco Nazionale del Circeo; Ŕ sorvegliata da guardie forestali. La "casa del faro" evoca il ricordo di vecchi film del mistero e d'avventure.
Sull'isola si trova la casa del custode, i ruderi di un convento medioevale.
A Zannone il mondo sottomarino riflette la realtÓ dell'isola in superficie: coperta dal manto di fitto bosco verde, fuori, un'altro bosco copre molte pareti dei suoi fondali: selve di gorgonie fitte e fluttuanti, e viola delle loro chiome diventa rosso fuoco. Sull'isola si trova anche un interessante resto archeologico: una pesciera di etÓ romana ricavata nella roccia, Ŕ collegata al mare da un condotto subacqueo; Ŕ accessibile attraverso una scalinata esterna, in prossimitÓ dell'approdo del Varo.

Ventotene

Meta anch'essa d'anno in anno di un turismo crescente, Ventotene attira non solo per la bellezza o perchŔ da luogo di pena Ŕ diventato luogo di luogo di vacanza; ma forse anche perchŔ la "Roma antica", altrove solo un rudere, qui Ŕ viva.
Infatti Ŕ ancora operante il suo porto, di grande suggestione per chiunque capisca cosa significhi gettar l'ancora in uno spazio marino attrezzato, in un lembo di tempo antico per il quale duemila anni non sono passati: il molo di questo porto e le sue bitte, i suoi magazzini tutti scavati al vivo nella tenera roccia vulcanica locale, sono gli stessi di un tempo. ╚ Santo Stefano destinata al lucubre compito di isola penitenziario dal tempo dei Borboni sino a tre decenni fa. E' ancora dominata dall'edificio carcerario abbandonato al suo destino ma tuttora mastodontico e integro nella sua struttura che ricorda allo stesso tempo castelli di Kafkiana memoria.
L'isola infatti ebbe una presenza umana stabile solo quando Ferdinando IV, re di Napoli, decise di costruirvi un carcere; dette incarico all'architetto Francesco Carpi di progettare un ergastolo modello.
Fu ultimanto il 26 settembre 1795 e tra i primi detenuti si dice vi sia stato proprio lo stesso progettista incarcerato dal re per divergenze politiche. Nel corso degli anni l'ergastolo ebbe come "ospiti" molti personaggi importanti, tra cui Luigi Settembrini, l'anarchico Bresci, uccisore del re Umberto I, e Sandro Pertini con altri antifascisti.

S.Stefano

A poco pi¨ di mezzo miglio da Ventotene, per lunghi anni ha legato il suo nome all'ergastolo (l'edificio circolare fu costituito nel 1974-75 dall'Architetto Carpi) ormai soppresso.
Gli immobili del penitenziario costituiscono motivo per una visita non solo curiosa.

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